Educazione ambientale, economia circolare e riduzione degli scarti sono alcune delle possibilità che abbiamo per diminuire il nostro impatto sull’ambiente.

Nella partita verso la sostenibilità esiste una variabile cruciale per aziende, enti e per l’intero ecosistema ambientale: è la cosiddetta “impronta di carbonio”, che stima le emissioni in atmosfera di gas serra causate da un prodotto, da un servizio, da un’organizzazione, da un evento o da un individuo espresse generalmente in tonnellate di  CO2 equivalente e calcolate lungo l’intero ciclo di vita del sistema in analisi.

Nel caso della cassetta di cottura, possiamo sicuramente dire che il processo di produzione comporta emissione di Co2, ma stiamo parlando di valori contenuti trattandosi di un prodotto artigianale! Ma vi stupirete leggendo dei risparmi di Co2 durante i processi di cottura. e i vantaggi per l’ambiente che derivano dall’utilizzo del prodotto come metodo alternativo o complementare di cottura.

Se risparmi CO2 è come se piantassi nuovi alberi, mentre aumentarne le emissioni equivale a tagliarli. Ognuno di noi può fare, nel suo piccolo, scelte di vita più sostenibili per ridurre la propria impronta ecologica.

Utilizzo hard & soft della cassetta

Vi presentiamo le nostre conclusioni ipotizzando di sostituire con la cassetta di cottura un numero di ore medio di consumo di gas o energia sui fornelli e di impiego acqua, così:
–  impiego “soft” – c.ca 10 h/mese ovvero 120 ore l’anno
–  impiego “hard” – c.ca 20 h/mese ovvero 240 ore l’anno
–  impiego di minor acqua 4 volte alla settimana (in cassetta non vi è evaporazione!)
Qual è  l’impatto ambientale utilizzando la cassetta di cottura?
riduzione Co2Cottura a gas metano*(mc/h).
Nel primo caso avremmo risparmiato in un mese 1 mc di gas pari a  1,96 kg di CO2 , quindi nell’anno 23,52 kg di CO2 pari a circa 25-30 euro;
Nel secondo caso avremmo risparmiato in un mese 2 mc di gas pari a  3,92 kg di CO2 , quindi nell’anno 47,04 kg di COpari a circa  50-55 euro.
Cottura con energia (kw/h). Facciamo un altro esempio. Ipotizziamo un fabbisogno annuo di 450 kWh di calore per cucinare in un anno. L’efficienza energetica delle cucine a induzione si aggira intorno al 90%, quindi il consumo elettrico per soddisfare una simile domanda di calore sarebbe pari a circa 506 kWh, che tradotti in bolletta elettrica diventano circa 92 euro in un anno. Supponiamo di sostituire con la cottura in cassetta circa 1/3 dei Kwh impiegati: avremmo riparmiato c.ca 33 € l’anno e 43 kg di CO
Un Milano-Roma vale 86,2 chili di CO2 a passeggero – in treno, i chili sono circa 8,55. (fonte: Corriere della Sera)

E l’acqua ? Buone notizie anche per questa preziosissima risorsa.

La cottura in cassetta consente un notevole risparmio di acqua in quanto non vi è evaporazione.

 

Risparmi di H20. Dipenderà ovviamente dal tipo di ricetta ma per la cottura di minestre,  legumi secchi e cereali integrali  si consideri  un risparmio pari a 1/4  dell’acqua necessaria per una cottura classica. Quindi, un risparmio di 250 ml per minestra quattro volte settimana per un anno sono circa 52 litri/anno. 

 

Numeri piccoli ma…

Si è vero, possono sembrarvi numeri piccoli ma l’unione fa la forza, e noi lo sappiamo bene, immaginate se 1 milione di persone utilizzassero la cassetta: allora si che il vantaggio ambientale complessivo sarebbe notevole!

In un anno, 1 milione di persone risparmierebbero all’ambiente:

  • per cotture elettriche:  da 23.000 a  47.000 tonnellate di CO2
  • per cotture a gas :  ben 43.000 tonnellate di  CO2
  •  52 milioni  litri di acqua

Note sul calcolo dei consumi:
consumo di un bruciatore a regime medio/basso: 0,10mc/h
emissioni CO2 bruciando 1mc di metano : 1,96kg – emissioni CO2 utilizzando 1 kw/h: 0,2583 kg -(dato aggiornato al 2020).

Si ringrazia il Prof. Maurizo Maugeri dell’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali per i dati forniti.